Il bonsai del vicino non e’ sempre piu’ verde

Miscellaneous
// Agosto 9, 2020

Sveglia, apriamo gli occhi! L’Italia, paese sempre da noi criticato, durante questa pandemia, ha dato prova di grande carattere.

È vero, forse le istituzioni sono mancate in qualche aspetto, ma gli Italiani hanno dimostrato di essere un popolo con le palle! Cosi non è stato in gran parte del resto del mondo, ma in modo particolare vorrei porre attenzione ad uno stato, che noi italiani abbiamo sempre venerato, ma che in questa grande problematica non è stato all’altezza degli elogi che spesso riceve. Sto parlando del GIAPPONE. Si, esatto, proprio loro, i giapponesi, popolo servizievole, devoto, pieno di gran lavoratori.

Ci tengo a fare una doverosa precisazione, tutto quello che ho scritto qui sotto è opera del governo giapponese e pochissimi cittadini sanno esattamente come stanno le cose attualmente.

In pochi sono a conoscenza di come sono stati trattati (e lo sono tutt’ora) i nostri connazionali residenti li durante questa emergenza (e non solo i nostri) e vorrei porre l’attenzione sui molti aspetti critici per sensibilizzare i vertici del nostro paese e perchè no, far prendere provvedimenti adeguati.

Si’ perche’ forse non lo sapete, ma in Giappone dal 3 Aprile in poi non entra quasi nessuno se non chi possiede passaporto Giapponese. Per chi proviene da una lista di 146 paesi (praticamente il mondo intero), a meno che non abbia passaporto Giapponese, entrare o rientrare in Giappone anche per chi ha la residenza li’ e’ impossibile nella quasi totalita’ dei casi.

C’è stata una data di inizio (circa 4 mesi fa), ma non si sa fino a quando durerà questo assurdo blocco. La motivazione ufficiale è per “evitare la diffusione del virus” (perché a quanto pare solo gli stranieri diffondono il virus, i giapponesi no).

Quindi ricapitolando, I cittadini giapponesi residenti in Europa, America etc., sono sempre potuti entrare o rientrare nei loro paesi di residenza. Questo è possibile per un principio chiaro che si chiama “reciprocità”, principio che il Giappone sta violando apertamente da mesi.

Ora Vi chiederete, vabbè, ma in questo periodo chi ha voglia di andare in vacanza in Giappone? Beh, il punto è molto differente, questa legge attuale NON consente e a nessun cittadino NON giapponese che però vive regolarmente in Giappone con dei visti, inclusi visti permanenti (e magari con coniuge, figli, mutuo, lavoro etc etc) di uscire dal Giappone, anzi, no, cosí NON è corretto, consente di uscire, ma NON consente di rientrare, come a dire, andate dove volete ma in Giappone NON rientrate.

Il governo giapponese, dopo alcune settimane e numerose proteste da parte di ambasciate ed istituzioni di altri paesi, ha aggiunto che gli stranieri residenti che abbiano lasciato il Giappone dopo il 3 aprile, possono rientrare in Giappone se sono stati costretti per motivi “umanitari” ad uscire (il testo in inglese dice proprio “humanitarian reasons”).

Ci sono articoli su internet di persone che in effetti sono riuscite ad uscire e rientrare. Ma ci sono infiniti articoli di altrettante persone che per paura del ban non sono partite, e cosi’ rischiano di non vedere più (o ne sono già consapevoli) i propri genitori o parenti stretti. C’e’ un caso di una persona a cui e’ stato detto che NON sarebbe stata fatta rientrare perche’ ormai era passato tempo dal funerale del padre e quindi non c’era ragione per andare a stare con la propria famiglia.

Il fatto è che quando stai per uscire ti fanno firmare un foglio dove accetti che, per qualsiasi motivo sei uscito, potresti non rientrare. Se tu firmi ed esci, poi prima di rientrare in Giappone, ti devi procurare una serie di documenti – non specificati in maniera chiara da nessuna parte – per provare ad es. che tua madre sta veramente male, che E’ tua madre, che cosa sei andato a fare ecc ecc, ed ovviamente si riservano la decisione solamente al rientro in Giappone, con una specie di “test”. Se non li convinci, o se manca qualche documento (a loro discrezione), ti rimandano indietro. Sembra tutto assurdo ma e’ cosi’.

E quindi il lavoro? La famiglia? Domanda alle quali NESSUNO sa rispondere, e se chiedete a cittadini giapponesi del perchè faranno finta di non capire e di non sapere, in perfetto stile giapponese. L’argomento è stato abbondantemente evitato dai maggiori media Giapponesi, il Governo fa finta di nulla e tantissimi Giapponesi sono anche sconsolati quando vengono a conoscenza di questa grande violazione dei diritti umani.

Oggi lo scenario è il seguente: un Giapponese può andare in Europa in vacanza, ma un Europeo (ma anche un Americano o un cittadino dei 146 paesi bannati dal Giappone) che e’ un Permanent Resident del Giappone da 50 anni ed ha famiglia, figli, casa, mutuo, lavoro, amici, non può tornare in Giappone se esce.

Il Giappone dei record: è l’unico paese del G7 a bannare le persone non in base al paese da cui vengono (magari perché il numero di casi e’ alto), ma al passaporto. Ha ricevuto critiche dal mondo intero, tutti gli altri ambasciatori del G7 continuano a fare pressione sul Giappone per rimuovere queste restrizioni criminali.  Da mesi, senza successo. Se questo non è razzismo ditemi voi di cosa si tratta.

Tutto questo vale per chi è uscito o vuole uscire dal Giappone dal 3 aprile in poi (quando questa assurda legge e’ entrata in vigore). Per chi e’ uscito dal Giappone prima del 3 Aprile il rientro e consentito solamente ai Permanent Resident o ai loro coniugi (o ai coniugi di cittadini Giapponesi). Immaginate di avere un regolare visto lavorativo di 5 anni, e di trovarvi fuori dal Giappone per motivi lavorativi. Vi svegliate una mattina e non potete piu tornare dalla vostra famiglia, al vostro lavoro, la vostra vita. Senza sapere quando questo finira. Recentemente per chi e uscito prima del 3 Aprile sono state introdotte nuove eccezioni per far rientrare le decine di migliaia di persone che si sono improvvisamente ritrovate bloccate fuori di casa propria dal giorno alla notte (nota: questo vale soltanto per chi e uscito dal Giappone prima del 3 aprile. Per chi e uscito o vuole uscire dopo niente, non si puo’ rientrare). Con lintroduzione delle eccezioni, che avrebbero dovuto favorire il rientro di queste persone, sono state introdotte anche nuove regole tra cui quella di dover fare un esame PCR ed ottenere i risultati entro 72 ore dalla partenza per il Giappone. Quanti paesi sono in grado di fare un test e fornire i risultati entro 72 ore (anzi meno vista la necessita poi di recarsi in aeroporto e partire)? Inoltre il rientro di queste persone avverrà in numero limitato, si parla di 500 persone massimo al giorno. Il che significa che ci vorranno mesi per farle rientrare.

C’è un mare di gente bloccata fuori dal Giappone che continua a pagare tasse, affitti o mutui in giappone e non può tornare, gente che ovviamente spesso ha perso il lavoro e non ha magari neanche un posto dove stare perché casa loro e’ in Giappone.

Un paese apparentemente civile e decoroso. C’è da considerare che tra meno di 1 anno il Giappone vorrebbe ospitare le Olimpiadi. Evento di unita’ internazionale ed ospitalita’. Non mi sembra che il Governo Giapponese abbia tutta questa voglia di ospitare un evento cosi importante a livello socio economico oltre che sportivo.

Insomma, questo periodo ci ha fatto riflettere molto, e abbiamo avuto modo di stare alla finestra per vedere come le altre nazioni abbiano affrontato questo momento di grande difficoltà. Personalmente più guardo fuori casa e piu’ mi convinco che il nuovo vero centro di saggezza nel mondo sia in Europa. Magari non in Italia.

L’Italia sicuro non ha gestito tutto al meglio ma dopo il lockdown la gente ha ricominciato a vivere, rimboccandosi le maniche e “tirando la carretta”. Il Giappone e’ in fondo alla lista mondiale di numero di test fatti su 100mila persone.  Si sono anche visti articoli sulla stampa dove si dice che il Giappone ha “appiattito la curva con il lockdown”. Beh, in Giappone non c’e’ MAI stato nessun lockdown. Semplicemente quando e’ stato imposto lo stato di emergenza alla gente era stato chiesto di “non uscire per favore durante i weekend”, (ed in effetti c’era molta meno gente in giro perchè i giapponesi sono perfetti nel seguire le regole). Ma chiamarlo lockdown proprio no.

Gli stereotipi sono difficili da battere e stavolta l’Italia (e l’Europa intera), si è comportata in maniera molto più degna di quello che è considerato un paese modello nel mondo, il Giappone.

Silvio Crisari

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