Football e Futsal, il talento al servizio del prezioso spazio

Calcio
// Dicembre 3, 2020

In fase di possesso palla, superata la metà campo, il sogno di ogni Mister é quello di creare la superiorità numerica nel modo più efficace ed efficiente possibile.

Negli anni si sono sviluppati innumerevoli concetti, ed in questi ultimi mesi, il trend europeo è quello di utilizzare l’1vs1 estremizzandolo in parecchie zone del campo (anche in quelle considerate più pericolose).

Un mezzo che vorrei trattare oggi invece, e’ quello di utilizzare la qualità tecnico-tattica individuale dei giocatori maggiormente talentuosi della squadra per “attrarre” più avversari possibile e far si che i compagni possano attaccare le zone cieche indisturbati, creando così facilmente superiorità numeriche anche in zone del campo particolarmente proficue.

Nel futsal poi, questo principio diventa assolutamente prezioso, in quanto riuscire ad attrarre due avversari, significa avere a disposizione uno spazio da attaccare davvero prezioso.

Non è solo poi l’attrazione di due uomini al portatore di palla il grande vantaggio che si può ottenere,infatti c’è da considerare un altro elemento molto importante, la postura sbagliata con la quale spesso si posizionano gli avversari che “controllano” il portatore, infatti oltre ai marcatori vicino, spesso, alcuni giocatori in marcatura lenta sbagliano macroscopicamente le posture, creando dei corridoi di attacco davvero importanti per la squadra in possesso palla.

Determinante per il portatore di palla il “timing” di tutta la situazione, il giocatore deve essere capace di temporeggiare, di non rischiare di perdere palla, di “spingere” velocemente il pallone nel corridoio più adatto.

Quali sono le differenze sostanziali nell’utilizzo di questa tattica nei due sport?

Nel Futsal, gli spazi sono molto limitati, cosi come sono molto differenti le distanze di pressione tra gli avversari.

Infatti in questo sport i difensori sono molto più propensi a difendere il pallone senza “gettarlo” anche con l’avversario molto vicino, cosa che non avviene nel calcio, dove la “percezione” del pericolo da parte del difendente e’ molto più alta che nel Futsal.

Allenare il calciatore fin da piccolo in spazi più stretti è certamente propedeutico sia per migliorare le qualità tecniche individuali che soprattutto per allenare la capacità di “lettura” delle situazioni che si vengono a trovare. Avere da grande un calciatore pensante, capace di risolvere velocemente ogni situazione, equivale ad avere in squadra un calciatore come Iniesta, credo il sogno di ogni allenatore.

Queste situazioni si possono e si devono allenare, fin da piccoli, seguendo una propedeutica di spazi e tempi differenti, a seconda delle età dei calciatori.

Programmazione, pianificazione, organizzazione, anche in questa circostanza, tornano ad essere gli elementi chiave per una metodologia vincente.

Un ringraziamento speciale ad Andrea Loiacono, per aver realizzato il video

Qui trovate il video integrale

Silvio Crisari

Head Coach National Norway Futsal Team

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