Come scegliere la Scuola Calcio per il vostro bambino

Calcio
// settembre 2, 2018

Settembre, non solo scuola, questo è un mese dove i genitori pensano anche a dove mandare i propri bambini per giocare, per divertirsi.
In Italia ci sono piu di 7 mila (si avete capito bene, SETTEMILA) scuole calcio, in pratica quasi quante il numero delle scuole medie.
Considerando una media di 30 bambini a scuola calcio (stima per difetto), ogni anno partecipano alle scuole calcio circa 240.000 bambini.
Quanti di questi finiscono per giocare in serie A? Beh, forse meglio non rilasciare questo numero e far “sognare” i genitori, che in più di un caso “vedono” nei propri figli quello che non sono riusciti ad ottenere loro stessi, incentivandoli con “soffocanti” pressioni ad allenarsi anche a casa, perché il bambino è un predestinato, capace di fare ben 30 palleggi e marcare tutti gli altri bambini calciando di destro e di sinistro.
Peccato che di questi talenti già “scremati”, ne arrivino in serie A all’incirca 1 su 7.000, un numero abbastanza esiguo. E tutti gli altri? Beh, gran parte di essi, dopo tutte queste pressioni, all’età di 14 anni, lasciano il calcio per giocare qualche torneo amatoriale con gli amici, o passare proprio ad altre attività, quali ad esempio suonare uno strumento.
Come consigliare la scuola calcio più adatta alle proprie esigenze familiari? Innanzitutto importante l’età del bambino. Le prime esperienze, intorno ai 6 anni, qualora al bimbo piaccia, consiglio una struttura “comoda”, vicino casa.
Avendo possibilità di scelta, preferite una struttura che abbia istruttori qualificati, una delle problematiche più grandi che riscontrano le società sportive risiede proprio nella ricerca di istruttori qualificati, importante selezionarne una che abbia tra i propri istruttori, laureati in scienze motorie, in possesso di patentini calcistici riconosciuti dal settore tecnico della Figc (Uefa C, Uefa B, Calcio a 5).
Avere una buona organizzazione didattica è di certo un elemento prioritario rispetto alla struttura (seppur importante), specialmente nei primi anni calcistici del bambino,  importantissima, anche perchè in questo caso vedrete che lui si divertirà e vorrà tornare di sua spontanea volontà, giocando ed imparando sicuramente in modo più veloce. Insomma, di certo l’istruttore recita il ruolo principale nelle riuscita del divertimento del vostro bambino.
Un altro motivo di scelta può essere l’affiliazione della società ad un club prestigioso. Tantissimi club di serie A, lavorano sul territorio nazionale affiliando centri sportivi, accompagnando gli stessi con una didattica evoluta ed un processo di crescita ben strutturata del bambino. In più si tratta di club che investono in centri sportivi reputandoli di primaria importanza, quindi mandando osservatori e supervisor per verificare che il lavoro svolto sia di qualità.
Se vi trovate vicini ad una scuola calcio d’Elite infine, avrete la garanzia di trovarvi all’interno di una struttura altamente qualificata dalla FIGC stessa, società che al proprio interno annovera figure professionali tra le quali ad esempio un psicologo dello sport.
Dopo i primi anni di scuola calcio, importante ascoltare il cuore del bambino, si, avete capito bene, invece di fare la domanda: vuoi andare a giocare con la Roma? Lo sai che li ci giocava Totti? Al bambino piace ricevere la domanda:: ti sei divertito questi anni? Ti trovi bene con i tuoi compagni?
Vedrete che tutto il resto verrà in modo naturale, ci sono migliaia di osservatori in giro per l’Italia, alla ricerca continua di talenti, se il vostro bimbo sarà uno di questi, saprà farsi notare. A quel punto (e se il bambino avrà le giuste motivazioni), il vostro compito sarà quello di cercare di “accompagnarlo”, sacrificando buona parte della vostra giornata,  magari per portarlo alla Roma, al Milan, o alla Juventus.
Una cosa è certa, più sale il concetto del sacrificio e del professionismo a dispetto del divertimento e più i numeri crollano, dai 12 ai 16 anni di età si ha un calo vistosissimo, il 70% dei ragazzi “molla”, un imbuto pazzesco, determinato da mille fattori, spesso e volentieri le società  cominciano ad acquistare (gran parte delle volte dall’estero) chiudendo le porte a ragazzi che magari ha cresciuto per anni e anni (ma qui si apre un argomento che meriterebbe uno spazio a parte)
Il libro che ho avuto l’onore di pubblicare “Il rettangolo dei sogni”, di certo fa riflettere, ho avuto l’onore di condividere insieme a due scrittori fantastici, Mario Bocchetti e Ciro Ruotolo, le mie esperienze da istruttore, proprio negli anni migliori, quando sono riuscito a donare me stesso facendo divertire tanti bambini che approcciavano al calcio per le prime volte. Li ho ascoltati a fondo, abbiamo deciso di pubblicare delle storie viste dagli occhi dei bambini, racconti che come dice il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, toccano le corde del cuore.
Spero abbiate la curiosità di leggerlo, gli utili andranno in beneficienza in istituti dedicati al recupero fisico di bambini, acquistando playstation con Fifa per rendere loro le giornate più felici. Abbiamo scelto un progetto tangibile ed emozionante.
Il calcio che amo, il calcio che sogno, il calcio che inseguo.
Silvio Crisari

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