Intervista su www.unaquestionedicentimetri.it di Mario Bocchetti

Football
// maggio 25, 2016

In questi ultimi anni tutti gli amanti del calcio hanno potuto vedere l’egemonia del calcio spagnolo: campioni, investimenti e le ultime tre Champions ed Europa League nelle bacheche iberiche. Oggi abbiamo il piacere di fare qualche domanda ad un addetto ai lavori, Mister Silvio Crisari, che ha provato a capire i motivi del successo della squadra più apprezzata degli ultimi anni, il Barcellona e soprattutto ci spiega come rivoluzionare la nostra scuola sul viale del tramonto. 

Ciao Silvio, ti chiediamo subito una nostra curiosità: ti sei definito fiero di essere nato nel Calcio Italiano e soprattutto hai assorbito tanto dalle culture che hai avuto la possibilità di vedere da vicino. A tuo avviso, su cosa si può puntare del nostro sistema calcio e cosa dovrebbe cambiare?

A mio avviso dobbiamo soltanto inserire un pizzico di coraggio in più nelle nostre scelte puntando maggiormente sui giovani e capire che nella programmazione c’e’ il segreto del successo, se vogliamo avere un ottimo risultato domani dobbiamo cominciare a seminare “già da ieri” 

A tuo avviso quanto conta il Fisico in un giovane campioncino del settore giovanile?

Ecco qua … la domanda che avevo paura arrivasse … beh, secondo molti “professori” del calcio moderno: tanto … ultimamente ho lavorato in società professioniste dove i giovani venivano “misurati” addirittura ogni bimestre, se devo darvi un mio modesto parere, questo lo trovo folle, più che il fisico conta l’intelligenza. Bisognerebbe insegnare ai ragazzi a ragionare, la velocità di pensiero è ben più importante a mio parere.

Analizzando la tua tesi si può leggere: “I ragazzi della cantera entrano orgogliosi di essere scelti, di appartenere ad un mondo che li accompagna per tutto il percorso”. Non pensi che per noi italiani salvo alcuni casi non sia attuabile per storia e blasone delle nostre squadre?

Invece no, la storia si scrive pagina dopo pagina e la nostra tradizione è ben radicata, quello che manca alle nostre società sono la cultura e la professionalità. I nostri maggiori club spesso sono gestiti da dirigenti che non sono neanche laureati, trovo assurdo tutto questo. Società che fatturano milioni di euro dirette da personaggi improbabili, Vi rendete conto? Un po’ come immaginare che la Apple assuma come dirigente marketing un uomo senza titoli né studi ma che nel passato usasse il Mac per molte ore, beh nelle società calcistiche italiane accade spesso questo. Il blasone lo abbiamo, la storia anche, dovremmo cominciare a capire che le società calcistiche non sono più delle semplici associazioni ma qualcosa di più complesso che ha bisogno di strutture ben delineate.

 Servirebbero nei club figure altamente professionali e qualificate che sappiano strutturare l’attività all’interno degli stessi a 360 gradi e che valorizzino appunto i punti di forza dei nostri gloriosi club avvalorando servizi, ponendo obiettivi e risultati che giorno dopo giorno fidelizzino i giovani calciatori creando un senso di appartenenza al club stesso.

Nella tua splendida analisi scrivi che il maggiore problema dei nostri settori giovanili è che opera in “compartimenti stagni” e non come un progetto unico con la prima squadra. Come si potrebbe superare il problema?

Innanzitutto grazie per i complimenti, potete immaginare quanto sia piacevole constatare che il lavoro svolto per condividere idee ed emozioni siano apprezzate. 

Per risponderti faccio un esempio pratico, in Italia nei principali club di serie A sembra di essere in ambienti mistici, i piccoli delle scuole calcio si allenano spesso a pochi passi dalla prima squadra, ma per i tecnici dei settori giovanili è impossibile immaginare di andare a bordo campo per respirare quella che è l’aria del professionismo, per non parlare dei bambini, difficile se non impossibile immaginare un’occasione dove possano ricevere delle emozioni da vicino, vedendo giocare i propri beniamini e perché no, imparare qualcosa proprio da loro.Cosa cambia all’estero? Beh, ad esempio in Spagna ed in Germania la struttura prevede un filo conduttore comune chiaro e ben delineato, la programmazione comincia dai piccoli amici e la didattica progressiva porta gli esordienti ad imparare un sistema di gioco che è esattamente lo stesso che viene proposto dalla prima squadra: le porte sono sempre aperte ed addirittura agli ospiti che ne fanno opportuna richiesta e che posseggono i requisiti tecnici viene concesso di assistere dal vivo a sedute di allenamento offrendo anche spazio per chiarimenti su metodologie di allenamento. In poche parole: condivisione.

Quanto manca al nostro sistema calcio in “Piedi buoni, età media, sicurezza nei propri mezzi e bassa incidenza di infortuni” che sono i parametri tanto cari a tutti gli istruttori della Cantera? 

Questo punto lo stiamo assorbendo molto velocemente, molti tecnici nati nel calcio a 5 come me sono stati contattati ed inseriti in club calcistici importanti proprio per migliorare la didattica negli allenamenti, questo perché dividendo il campo in spazi 20X40 (esattamente le misure del campo da calcio a 5) si riesce ad aumentare l’intensità degli esercizi insegnando ai giovani calciatori la velocità di pensiero e soprattutto aumentando molto la loro tecnica di base in quanto il pallone viene toccato il 200% in più delle esercitazioni classiche.

Sempre facendo riferimento alla tua tesi hai scritto che in fondo il sistema vincente del Barcellona è la grande tecnica legata alla corsa, in fondo il Barcellona corre sempre più dell’avversario. Questo non assomiglia molto alla nostra concezione di “chi corre di più vince”? 

Quasi, c’è una piccola differenza: “la qualità” della corsa insieme al pallone, non basta correre con le gambe, è molto importante “correre” con il cervello e far corrispondere un’adeguata tecnica calcistica. La miscela di queste componenti costituisce il modello del perfetto calciatore moderno.

Ti chiediamo un’ultima curiosità legata ancora alla tua tesi. Picasso disse: L’ispirazione esiste, però la trovo lavorando”. Quali sono i progetti futuri di Mr Crisari?

Ho appena terminato il torneo delle Regioni 2016 in Val d’Aosta alla guida della Rappresentativa Allievi Laziale, un torneo disputato in maniera eccelsa dalla nostra regione, dopo aver avuto la meglio su Campania, Sicilia, Sardegna e Piemonte siamo approdati alla finale andando a disputare la stessa nella splendida cornice di Courmayeur in diretta su RaiSport. La finale Lazio-Veneto e’ stata uno spot meraviglioso per il calcio a 5 giovanile, abbiamo perso 3-2 una gara vibrante e giocata da entrambe le squadre in modo particolarmente intenso. 

 Ora un mese di riposo e poi di nuovo in pista, certamente sarò di nuovo in FIGC alla guida di una Rappresentativa alla ricerca di quella coppa sfuggita proprio nei minuti finali.

 

 

Ringraziamo per le cortesi e interessanti risposte Mr Crisari

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